Marco Mondadori

la logica come trasmissione di valori
Marco Mondadori (1945 – 1999)
Come ho spiegato nell’articolo
sono stato iniziato all’informatica, meglio alla frequentazione della rete, proprio da Marco Mondadori. Io credo che una persona la si può definire speciale non tanto per quello che ha fatto, né per la sua fama o popolarità, nè per la sua ricchezza, ma per il segno che ha saputo lasciare nel cuore e nella mente di chi ha incontrato. In questo caso Marco Mondadori l’ho conosciuto di persona, io studente, lui professore e preside di facoltà. Altissimo, con quei capelli sempre arruffati, sembrava quasi che i suoi pensieri andassero a velocità multiple dei nostri. Era come se fosse arrivato da un altro mondo, con quel suo fisico alto e magrissimo, quel suo modo non convenzionale di porsi con il mondo, quella luce di conoscenza che faceva fatica a imbrigliare in quello sguardo scintillante che a volte metteva soggezione. A me sembrava di incontrare una persone come John Keating della Dead Poets Society [1989].
In questo blog voglio tenere traccia di alcune persone che hanno lasciato un buon segno e che in qualche modo possono essere prese da esempio positivo, da modello. Marco Mondadori è una di queste persone.
Link:
Come vivere con le contraddizioni ed essere felici (pdf) 1979 di Marco Mondadori e Giulio Giorello
Logica e politica per Marco Mondadori (2002) di Marcello D’Agostino, Giulio Giorello e Salvatore Veca
Perché Modus Ponendo Ponens?

foto di Grzegorz Kochan
È un titolo complicato da mettere ad un blog. Vero è che le cose semplici a me non sono mai piaciute. Sarebbe stato peggio se lo avessi chiamato:
[(p
q) ∧ p]
q
Il titolo di questo blog è legato alla persona che per prima mi ha spinto ad utilizzare la rete internet, nel 1997. Meglio forse dire il laboratorio di informatica.
C’erano dei macintosh con dei sistemi di videoscrittura che in confronto alla mia lettera 35 erano anni luce avanti! Impazzivo a scrivere e poi tornare in dietro per cancellare gli eventuali errori di battitura. Con la macchina da scrivere dovevo buttare via il foglio e ricominciare. Non mi sono mai piaciute le correzioni sui fogli battuti a macchina. Il fatto di poter tornare in dietro e riscrivere la parola corretta mi dava una piacevole sensazione, non so come spiegarlo.
Era come se un potere enorme fosse stato liberato all’improvviso. Probabilmente è per questo che molti inseguono le nuove tecnologie, per provare quel brivido che nasce dal fatto che prima una determinata cosa non si poteva fare e d’improvviso con la nuova tecnologia si può fare. You can do it now.
Nel lontano 1997 è stato il prof. Marco Mondadori (1945 – 1999) a spingermi ad usare quotidianamente il computer. Il contesto erano le lezioni di filosofia della scienza. Alle superiori avevo seguito con particolare interesse le lezioni di retorica, quasi clandestine, del prof. Enzo Sardellaro. Lì era nata la passione per la filosofia. Nel conoscere Marco Mondadori sentivo che una nuova passione stava nascendo, la passione per l’informatica. Tant’è che subito dopo ho fatto la mia prima scelta difficile, in termini consumistici, ed invece di comprarmi una moto, ho acquistato il mio primo assemblato.
Uno schifo di macchina sulla quale il s.o. windows95 mi si inchiodava sempre e che se oggi l’avessi tra le mani non esiterei a fracassare con una mazza da baseball. Ma grazie a quei continui malfunzionamenti ho imparato tante cose e ho conosciuto moltissime persone che oggi sono le mie attuali compagnie di viaggio, in questa strana avventura che si chiama vita!
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